
Negli ultimi anni si è letto di tutto: caldaie a gas vietate dal 2029, obbligo di passare alla pompa di calore, case da ristrutturare per forza. Poi le date sono cambiate, alcune proposte sono state ritirate e la confusione è aumentata.
Questa pagina mette in fila cosa è realmente in vigore e cosa no, senza allarmismi e senza minimizzare.
Prima di tutto: la tua caldaia non va cambiata
È la fonte di confusione più grande, quindi partiamo da qui.
Le norme di cui si parla riguardano l’immissione sul mercato di nuovi apparecchi e gli incentivi per acquistarli. Non riguardano l’uso degli impianti già installati.
Nessuna norma ti obbliga a rimuovere la caldaia che hai in casa, né a sostituirla entro una data. Se funziona, è a norma e supera i controlli periodici, può continuare a lavorare.
Vietare la vendita di un prodotto e vietarne l’uso sono due cose diverse, ed è precisamente la differenza che nella divulgazione si perde.
Cosa è cambiato davvero
Gli incentivi per le caldaie a gas sono finiti — questo è in vigore
Da gennaio 2025, recepito con la Legge di Bilancio 2025, le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili non accedono più alle detrazioni fiscali.
Restano invece incentivati:
- sistemi ibridi, cioè pompa di calore abbinata a caldaia a condensazione;
- pompe di calore pure;
- generatori a biomassa.
È il cambiamento che ha effetti concreti oggi: puoi ancora comprare e installare una caldaia a gas, ma la paghi interamente di tasca tua.
Il divieto del 2029 è stato rinviato
Una prima bozza del regolamento Ecodesign proponeva il bando delle caldaie a gas dal 2029. Quella proposta non è stata confermata: il testo successivo, in consultazione da fine novembre 2025, non contiene esclusioni esplicite e ammette sia gli apparecchi a condensazione sia quelli tradizionali.
Il riferimento attuale per l’eventuale divieto di immissione sul mercato è il 2040, non il 2029.
La direttiva Case Green punta al 2040
La direttiva EPBD prevede l’eliminazione progressiva degli impianti alimentati a combustibili fossili nelle nuove costruzioni e negli edifici in ristrutturazione entro il 2040.
È un orizzonte lungo, che passa dal recepimento nazionale e da provvedimenti attuativi ancora da definire.
Cosa significa in pratica, oggi
Se la caldaia funziona
Non c’è nulla da fare. Manutenzione ordinaria e controllo fumi secondo le scadenze di legge, come sempre.
Se la caldaia è a fine vita
Qui la valutazione cambia rispetto a cinque anni fa, perché il quadro degli incentivi è diverso.
Una caldaia a condensazione resta acquistabile e installabile, ma senza detrazione. Va bene se l’immobile non è adatto ad altro o se il budget è il vincolo principale.
Un sistema ibrido resta incentivato ed è il compromesso più sensato quando l’involucro non è ottimale: la pompa di calore lavora la maggior parte dei giorni, la caldaia interviene con il freddo intenso.
Una pompa di calore pura accede agli incentivi più consistenti, incluso il Conto Termico 3.0 che arriva al 65%. Ma va verificato che l’immobile sia adatto: ne parliamo negli svantaggi della pompa di calore e nella guida su pompa di calore e termosifoni esistenti.
Se stai ristrutturando
È il momento in cui conviene ragionare sull’intero sistema — involucro, terminali, generatore, eventuale fotovoltaico — invece di sostituire il solo generatore. Le scelte fatte adesso restano per vent’anni.
Cosa non fare
- Non farti mettere fretta. Se qualcuno ti dice che devi cambiare la caldaia “prima che diventi obbligatorio”, ti sta vendendo qualcosa con un’informazione sbagliata.
- Non comprare d’urgenza una caldaia a gas “prima che le vietino”. Il divieto non è imminente, e rischi di installare oggi ciò che fra pochi anni vorrai cambiare.
- Non passare alla pompa di calore senza verifica. Su un involucro inadeguato il risultato è una bolletta più alta e una casa più fredda.
Una nota sulle fonti
Il quadro normativo su incentivi e divieti è in evoluzione, e negli ultimi due anni è cambiato più volte. Le informazioni qui riportate valgono al momento in cui scriviamo e vanno verificate alla data in cui devi decidere.
Aggiorniamo questa pagina quando cambia qualcosa di sostanziale, non a ogni indiscrezione di stampa.
Come possiamo aiutarti
Tecnoidro installa e mantiene impianti di riscaldamento, climatizzazione e fotovoltaico a Perugia e provincia dal 2005.
Nel sopralluogo gratuito valutiamo lo stato dell’impianto, l’isolamento dell’immobile, la superficie radiante e i consumi reali, e diciamo quale soluzione ha senso per quel caso specifico — compresa l’opzione di non fare nulla, quando è quella giusta.
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Domande frequenti
Le caldaie a gas sono vietate?
No. Non esiste alcun obbligo di rimuovere o sostituire una caldaia a gas già installata e funzionante. Le norme in discussione riguardano l’immissione sul mercato di nuovi apparecchi e l’accesso agli incentivi, non l’uso degli impianti esistenti.
Il divieto dal 2029 è confermato?
No, è stato rinviato. La proposta di bando dal 2029 non è stata confermata: il testo successivo non contiene esclusioni esplicite e ammette sia apparecchi a condensazione sia tradizionali. Il riferimento attuale per un eventuale divieto di immissione sul mercato è il 2040.
Posso ancora comprare una caldaia a gas?
Sì, le caldaie a condensazione restano acquistabili e installabili. Dal gennaio 2025, però, le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili non accedono più alle detrazioni fiscali: il costo resta interamente a carico dell’acquirente.
Quali impianti restano incentivati?
I sistemi ibridi composti da pompa di calore e caldaia a condensazione, le pompe di calore pure e i generatori a biomassa. Le pompe di calore accedono anche al Conto Termico, che può arrivare al 65% della spesa.
Devo passare per forza alla pompa di calore?
No, nessun obbligo. È però la soluzione che accede agli incentivi più consistenti, e va valutata verificando che l’immobile sia adatto: su un involucro poco isolato o con radiatori non adeguati il rendimento cala e il risparmio atteso non si realizza.
Cosa prevede la direttiva Case Green?
L’eliminazione progressiva degli impianti alimentati a combustibili fossili nelle nuove costruzioni e negli edifici in ristrutturazione entro il 2040. È un orizzonte di lungo periodo, subordinato al recepimento nazionale e a provvedimenti attuativi ancora da definire.
