Pompa di calore e termosifoni esistenti: funziona o devo rifare l’impianto?

Impianto di riscaldamento domestico

È la domanda che si fa chiunque stia valutando di sostituire la caldaia: la pompa di calore funziona con i termosifoni che ho già, o devo rifare tutto l’impianto?

La risposta onesta è: dipende, e dipende da cose che si possono verificare prima di spendere un euro. Ecco quali.

Il nodo è uno solo: la temperatura di mandata

Una caldaia tradizionale manda acqua ai termosifoni a temperature alte, spesso intorno ai 70 gradi. Una pompa di calore lavora bene a temperature molto più basse, tipicamente fra 35 e 45 gradi. Più alza la temperatura, più il suo rendimento crolla.

Ecco il punto: un termosifone dimensionato per 70 gradi, alimentato a 45, emette molto meno calore. Non è un difetto della pompa di calore: è fisica. La superficie radiante è la stessa, ma la differenza di temperatura con l’ambiente è minore.

Da qui discende tutto il resto.

Le tre situazioni possibili

Funziona bene così com’è

Succede quando l’immobile è ben isolato, quindi ha un fabbisogno termico basso, e i termosifoni esistenti sono sovradimensionati rispetto a quel fabbisogno. È una condizione più comune di quanto si pensi: molti impianti sono stati dimensionati con abbondanza, e dopo un intervento sull’involucro risultano largamente sufficienti anche a bassa temperatura.

Funziona sostituendo alcuni radiatori

È il caso più frequente. Non serve rifare tutto l’impianto: si sostituiscono solo i radiatori delle stanze critiche con modelli più grandi o con ventilconvettori, mantenendo tubazioni e distribuzione esistenti.

Il calcolo si fa stanza per stanza, confrontando il fabbisogno con la resa reale del radiatore alla temperatura di lavoro prevista. È un lavoro di progettazione, non una stima a occhio.

Non conviene senza lavori sull’involucro

Se l’immobile è poco isolato — infissi vecchi, pareti non coibentate, ponti termici — il fabbisogno resta alto e la pompa di calore dovrebbe lavorare a temperature elevate per coprirlo. A quel punto il rendimento scende, i consumi elettrici salgono e il risparmio atteso non si materializza.

In questo caso lo diciamo. Installare una pompa di calore su un involucro inadeguato significa consegnare al cliente una bolletta più alta di prima e un impianto che non scalda come dovrebbe.

Cosa verifichiamo durante il sopralluogo

  • Superficie radiante esistente, stanza per stanza: tipo, dimensioni e numero di elementi.
  • Fabbisogno termico reale di ciascun ambiente.
  • Isolamento dell’involucro: infissi, pareti, copertura.
  • Temperatura di lavoro attuale dell’impianto, che si legge in caldaia.
  • Diametro delle tubazioni: a bassa temperatura servono portate maggiori, e tubazioni sottodimensionate diventano un collo di bottiglia.
  • Consumi effettivi dalle bollette, non stime.

Da questi dati esce un numero concreto: la temperatura di mandata necessaria per scaldare quella casa. Ed è quel numero a dire se l’operazione ha senso.

Le soluzioni intermedie

Sistema ibrido

Pompa di calore e caldaia a condensazione insieme. La pompa lavora nella maggior parte delle condizioni, la caldaia interviene quando fuori fa molto freddo o serve una punta di potenza.

È la soluzione di compromesso più sensata quando l’involucro non è ottimale ma non si vuole o non si può intervenire subito. Copre il caso peggiore senza rinunciare al risparmio nelle mezze stagioni, che sono la maggior parte dei giorni di riscaldamento.

Ventilconvettori al posto dei radiatori critici

Un ventilconvettore rende molto più di un radiatore a parità di temperatura dell’acqua, perché muove aria forzatamente. Sostituirne due o tre nelle stanze problematiche è spesso più economico e meno invasivo che rifare l’intero impianto.

Riscaldamento a pavimento, solo se già in programma

È la soluzione tecnicamente ideale per la pompa di calore, ma comporta rifare i pavimenti. Ha senso solo se si sta comunque ristrutturando.

L’abbinamento con il fotovoltaico

Una pompa di calore consuma energia elettrica. Se quell’energia te la produci, il conto cambia in modo sostanziale, soprattutto nelle mezze stagioni quando la produzione solare è ancora buona e il riscaldamento già serve.

C’è anche un motivo normativo per valutarli insieme: il Conto Termico 3.0 incentiva il fotovoltaico e l’accumulo solo se installati contestualmente alla sostituzione dell’impianto con una pompa di calore elettrica. Farli in due momenti separati significa perdere l’incentivo sul fotovoltaico.

Cosa non ti diciamo

Non ti diamo un numero di risparmio al telefono. Chiunque prometta “risparmi il 60%” senza aver visto la casa sta tirando a indovinare: il risultato dipende da isolamento, superficie radiante, abitudini di utilizzo e tariffa elettrica, cioè da variabili che stanno tutte nel tuo immobile e non in un depliant.

Quello che facciamo è misurare e dirti il numero reale, anche quando il numero reale dice di non farlo.

Come procediamo

Tecnoidro installa impianti di riscaldamento, climatizzazione e fotovoltaico a Perugia e provincia dal 2005. Il sopralluogo è gratuito e senza impegno: verifichiamo superficie radiante, fabbisogno, isolamento e consumi reali, e dal calcolo esce se la pompa di calore funziona con i tuoi termosifoni, con quali modifiche e con quale spesa.

Per una valutazione: +39 392 831 8377 oppure dalla pagina contatti.

Domande frequenti

La pompa di calore funziona con i termosifoni esistenti?

Dipende dalla superficie radiante disponibile e dal fabbisogno termico dell’immobile. Una pompa di calore lavora bene fra 35 e 45 gradi, mentre i termosifoni tradizionali sono dimensionati per temperature intorno ai 70: alla temperatura più bassa emettono meno calore. Se l’immobile è ben isolato e i radiatori sono sovradimensionati può funzionare senza modifiche, altrimenti occorre sostituire i radiatori delle stanze critiche.

Devo rifare tutto l’impianto per passare alla pompa di calore?

Quasi mai. Nel caso più frequente si sostituiscono solo i radiatori delle stanze critiche con modelli più grandi o con ventilconvettori, mantenendo tubazioni e distribuzione esistenti. Il calcolo va fatto stanza per stanza.

Quando la pompa di calore non conviene?

Quando l’involucro è poco isolato e il fabbisogno resta alto: la pompa dovrebbe lavorare a temperature elevate, il rendimento scende, i consumi elettrici salgono e il risparmio atteso non si realizza. In quel caso conviene prima intervenire sull’isolamento oppure optare per un sistema ibrido.

Cos’è un sistema ibrido?

Una pompa di calore abbinata a una caldaia a condensazione. La pompa lavora nella maggior parte delle condizioni, la caldaia interviene con il freddo intenso o quando serve una punta di potenza. È la soluzione di compromesso quando l’involucro non è ottimale.

Conviene installare anche il fotovoltaico?

Una pompa di calore consuma energia elettrica, quindi autoprodurla cambia sensibilmente il conto, soprattutto nelle mezze stagioni. Inoltre il Conto Termico 3.0 incentiva fotovoltaico e accumulo solo se installati contestualmente alla sostituzione dell’impianto con una pompa di calore elettrica.

Le tubazioni esistenti vanno bene?

Vanno verificate. A bassa temperatura servono portate maggiori per trasportare lo stesso calore, quindi tubazioni sottodimensionate possono diventare un collo di bottiglia. È uno dei controlli da fare durante il sopralluogo.