A Perugia i riscaldamenti si possono accendere dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno comprese fra le 5 e le 23. Sono le regole della zona climatica E, fissate dal DPR 74/2013. Fuori da quel periodo l’accensione è ammessa solo se il clima la giustifica, e per non più di metà delle ore ordinarie.
Le regole in sintesi
| Voce | Perugia (zona E) |
|---|---|
| Gradi giorno | 2.289 |
| Periodo di accensione | dal 15 ottobre al 15 aprile |
| Ore massime al giorno | 14 |
| Fascia oraria | fra le 5 e le 23, anche in più accensioni |
| Temperatura massima in casa | 20 °C, con 2 °C di tolleranza |
| Fuori periodo | solo se il clima lo giustifica, per non più di 7 ore al giorno |
Da cosa dipendono le date
Ogni comune italiano è assegnato a una zona climatica, dalla A alla F, in base ai gradi giorno: un indice di quanto fa freddo in media durante l’anno. Più gradi giorno significano un inverno più lungo e più rigido, e quindi un periodo di riscaldamento più ampio. L’elenco dei comuni con i relativi gradi giorno è nell’allegato A del DPR 412/1993; i periodi e le ore di accensione per ciascuna zona li fissa il DPR 74/2013.
Perugia ha 2.289 gradi giorno ed è in zona E. Non tutta l’Umbria è nella stessa zona: Terni, per esempio, ha 1.650 gradi giorno ed è in zona D, con accensione dal 1° novembre al 15 aprile e al massimo 12 ore al giorno. Se abiti fuori Perugia, controlla la zona del tuo comune prima di dare per scontate le date.
| Zona | Periodo | Ore al giorno |
|---|---|---|
| D | 1° novembre – 15 aprile | 12 |
| E | 15 ottobre – 15 aprile | 14 |
| F | nessuna limitazione | nessuna limitazione |
Si può accendere prima del 15 ottobre?
Sì, ma con due condizioni. La prima: devono esserci situazioni climatiche che lo giustifichino, cioè un freddo anticipato. La seconda: la durata giornaliera non può superare la metà di quella ordinaria, quindi in zona E non più di 7 ore al giorno.
Inoltre il sindaco può, con un’ordinanza, anticipare o prolungare il periodo di accensione e modificare le ore consentite quando le condizioni meteo lo richiedono. Succede spesso in primavera, quando aprile resta freddo. Le ordinanze si trovano sul sito del Comune.
Vale anche per chi ha la caldaia autonoma?
Sì. Il DPR 74/2013 si applica agli impianti termici in generale, non solo a quelli centralizzati. La differenza è pratica: in condominio l’orario lo imposta l’amministratore o il terzo responsabile sulla centrale termica, mentre con la caldaia autonoma la regolazione è nelle mani di chi abita la casa, attraverso il cronotermostato.
La temperatura: 20 gradi più 2
Negli edifici residenziali la temperatura media degli ambienti non deve superare i 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Tenere la casa a 20 gradi invece che a 23 o 24 è anche la scelta che pesa di più sulla bolletta, più della durata dell’accensione. Le valvole termostatiche sui termosifoni aiutano a tenere le stanze meno usate, come le camere di giorno, qualche grado più fresche.
Prima di accendere: controlli da fare
Dopo sei mesi di fermo, l’impianto va rimesso in funzione con qualche attenzione. Sono controlli da pochi minuti, che evitano la chiamata del primo giorno di freddo.
- Controlla la pressione della caldaia: a impianto freddo deve stare fra 1 e 1,5 bar. Se è più bassa, la guida sulla pressione della caldaia spiega come ricaricarla e cosa significa se scende di nuovo.
- Apri al massimo le valvole termostatiche di tutti i termosifoni. Una termostatica rimasta chiusa tutta l’estate può essersi bloccata.
- Sfiata i termosifoni, partendo da quello più basso e più vicino alla caldaia. La guida su come sfiatare i termosifoni spiega l’ordine giusto e cosa fare se un radiatore resta freddo in basso.
- Ricontrolla la pressione dopo lo sfiato: togliendo aria scende, e se non la reintegri la caldaia può andare in blocco.
- Imposta il cronotermostato: controlla ora e batterie, e distribuisci le ore di accensione dentro la fascia 5–23.
- Verifica la manutenzione: se l’ultima è di più di un anno fa, prenotala prima dei primi freddi, quando i tecnici hanno ancora disponibilità. Cosa è obbligatorio e ogni quanto lo spiega la guida sulla manutenzione della caldaia in Umbria.
Segnali da non ignorare alla prima accensione
- Odore di gas vicino alla caldaia o al piano cottura: chiudi il rubinetto del gas, apri le finestre, non accendere luci e non usare interruttori, e chiama il pronto intervento gas.
- Fiamma gialla o fuliggine sulla caldaia: combustione irregolare, la caldaia va spenta e controllata.
- Rumori metallici o colpi nei tubi: aria nel circuito o calcare nello scambiatore.
- Pressione che scende di nuovo nel giro di pochi giorni: c’è una perdita nell’impianto.
- Termosifoni caldi in alto e freddi in basso: fango depositato, lo sfiato non basta.
Quando serve un tecnico
Se la caldaia va in blocco appena accesa, se la pressione non tiene o se alcuni termosifoni restano freddi anche dopo lo sfiato, conviene farla controllare prima che arrivi il freddo vero. Tecnoidro si occupa di manutenzione delle caldaie e di impianti di riscaldamento a Perugia e provincia, anche come terzo responsabile per gli impianti condominiali.
Domande frequenti
Quando si possono accendere i riscaldamenti a Perugia?
Dal 15 ottobre al 15 aprile, perché Perugia è in zona climatica E. Si possono tenere accesi al massimo 14 ore al giorno, distribuite fra le 5 e le 23.
Si possono accendere i termosifoni prima del 15 ottobre?
Sì, se le condizioni climatiche lo giustificano, ma per non più della metà delle ore ordinarie: in zona E al massimo 7 ore al giorno. Il sindaco può inoltre anticipare o prolungare il periodo con un’ordinanza.
In che zona climatica è Perugia?
In zona E, con 2.289 gradi giorno secondo l’allegato A del DPR 412/1993. Terni, con 1.650 gradi giorno, è invece in zona D.
Quante ore al giorno si può tenere acceso il riscaldamento in zona E?
Al massimo 14 ore al giorno, anche suddivise in più accensioni, purché comprese fra le 5 e le 23.
Che temperatura si può tenere in casa?
Negli edifici residenziali la temperatura media degli ambienti non deve superare i 20 °C, con una tolleranza di 2 °C, come previsto dal DPR 74/2013.
Le regole valgono anche per la caldaia autonoma?
Sì, il DPR 74/2013 riguarda tutti gli impianti termici, centralizzati e autonomi. Con la caldaia autonoma è chi abita la casa a doverle rispettare, impostando il cronotermostato.
