
Di vantaggi della pompa di calore è pieno internet. Questa pagina fa il contrario: elenca i casi in cui non conviene, o conviene meno di quanto ti viene raccontato.
Lo facciamo perché installiamo pompe di calore, e un impianto che delude il cliente è un problema nostro prima che suo.
1. Su un involucro poco isolato rende poco
È il limite principale, e spiega quasi tutte le delusioni.
Una pompa di calore lavora bene a temperature di mandata basse, fra 35 e 45 gradi. Se la casa disperde molto — infissi vecchi, pareti non coibentate, ponti termici — per scaldarla serve più calore, quindi temperature più alte. E più alza la temperatura, più il rendimento crolla.
Il risultato è una bolletta elettrica alta e una casa che scalda meno di prima. Non è un difetto della macchina: è che la macchina è stata messa nel posto sbagliato.
2. Con i radiatori tradizionali serve quasi sempre una modifica
Un termosifone dimensionato per 70 gradi, alimentato a 45, emette molto meno calore. Nella maggior parte dei casi occorre sostituire i radiatori delle stanze critiche con modelli più grandi o con ventilconvettori.
Non è un dramma — tubazioni e distribuzione restano quelle — ma è un costo aggiuntivo che va messo nel preventivo dall’inizio, non scoperto a metà lavori. Ne parliamo in dettaglio nella guida su pompa di calore e termosifoni esistenti.
3. Costa di più all’acquisto
Una pompa di calore costa sensibilmente più di una caldaia a condensazione. Gli incentivi riducono il divario — il Conto Termico arriva al 65% — ma l’investimento iniziale resta superiore.
Il rientro dipende da quanto consumi, dalla tariffa elettrica e da quanto bene lavora l’impianto. Su un immobile usato poco, o in una seconda casa, i tempi si allungano parecchio.
4. Il rendimento cala quando fa molto freddo
Una pompa di calore aria-acqua estrae calore dall’aria esterna. Più quell’aria è fredda, più lavora in condizioni sfavorevoli: il rendimento scende proprio quando il fabbisogno è massimo.
Le macchine moderne funzionano anche con temperature sotto zero, ma con consumi maggiori. Nei climi rigidi questo va messo in conto, ed è il motivo per cui i sistemi ibridi esistono.
In Umbria, a quote collinari, è una variabile da valutare seriamente: non è la Sicilia.
5. Ha bisogno di spazio, e l’unità esterna si sente
L’unità esterna va posizionata dove c’è ricircolo d’aria adeguato, con le distanze minime dal muro rispettate. Non si mette in un cavedio chiuso o in un angolo senza ventilazione: soffoca e rende meno.
E produce rumore. Le macchine attuali sono molto migliorate, ma non sono silenziose. La posizione va scelta pensando alle camere da letto, tue e dei vicini. In condominio è un tema che conviene affrontare prima, non dopo.
6. Va dimensionata bene, e non è banale
Una pompa di calore sovradimensionata lavora a cicli brevi, si accende e si spegne di continuo, consuma di più e si usura prima. Una sottodimensionata non copre le giornate fredde.
Il dimensionamento richiede il calcolo del fabbisogno reale, non una regola pratica del tipo “tot kW ogni tot metri quadri”. È qui che si separano gli impianti che funzionano da quelli che deludono, ed è anche il motivo per cui diffidiamo dei preventivi dati al telefono.
7. Richiede manutenzione, e si dipende dall’elettricità
Serve la pulizia periodica delle batterie e dei filtri, e il controllo annuale del circuito frigorifero. Meno di una caldaia, ma non zero.
E poiché funziona a elettricità, senza corrente non scalda. Una caldaia a gas con accensione elettronica ha lo stesso limite, ma chi ha un camino o una stufa come riserva parte da una posizione diversa.
Quando invece conviene davvero
Per equilibrio, ecco le condizioni in cui la scelta è chiaramente buona:
- Immobile ben isolato, nuovo o ristrutturato con attenzione all’involucro.
- Riscaldamento a pavimento o terminali a bassa temperatura già presenti.
- Fotovoltaico installato o in programma: l’autoconsumo cambia radicalmente il conto.
- Serve anche il raffrescamento estivo: la stessa macchina fa entrambe le cose, e questo pesa molto nella valutazione.
- Nessun allaccio al gas, o costi di allaccio elevati.
- Utilizzo continuativo dell’immobile, non saltuario.
La soluzione intermedia: il sistema ibrido
Quando l’involucro non è ottimale ma non si vuole rinunciare al risparmio, il sistema ibrido — pompa di calore più caldaia a condensazione — copre entrambi gli scenari. La pompa lavora nella maggior parte dei giorni, la caldaia interviene con il freddo intenso.
Resta incentivabile, mentre la sola caldaia a gas non lo è più dal gennaio 2025.
Come lo verifichiamo
Nel sopralluogo gratuito misuriamo superficie radiante, fabbisogno stanza per stanza, isolamento, temperatura di lavoro attuale e consumi reali dalle bollette. Da lì esce un numero: la temperatura di mandata necessaria per quella casa.
Se quel numero dice che la pompa di calore non è la scelta giusta, te lo diciamo. Abbiamo più interesse a un cliente soddisfatto che a una vendita in più.
Tecnoidro installa impianti di riscaldamento, climatizzazione e fotovoltaico a Perugia e provincia dal 2005. +39 392 831 8377 oppure dalla pagina contatti.
Domande frequenti
Quali sono i principali svantaggi della pompa di calore?
Il rendimento cala su immobili poco isolati e con temperature esterne molto basse; con i radiatori tradizionali serve quasi sempre sostituire alcuni terminali; il costo iniziale è superiore a quello di una caldaia; l’unità esterna richiede spazio ventilato e produce rumore; il dimensionamento deve essere accurato; e senza energia elettrica l’impianto non funziona.
La pompa di calore conviene in una casa vecchia?
Solo se l’involucro viene migliorato o se la superficie radiante è sufficiente a lavorare a bassa temperatura. Su una casa poco isolata la pompa dovrebbe operare a temperature elevate, con rendimento basso e consumi elettrici alti. In questi casi conviene valutare un sistema ibrido o intervenire prima sull’isolamento.
La pompa di calore funziona quando fa molto freddo?
Sì, le macchine moderne funzionano anche sotto zero, ma con rendimento inferiore e consumi maggiori, proprio quando il fabbisogno è massimo. Nei climi rigidi è una variabile da valutare, ed è la ragione per cui esistono i sistemi ibridi.
L’unità esterna fa rumore?
Sì. Le macchine attuali sono molto migliorate ma non sono silenziose. La posizione va scelta tenendo conto delle camere da letto, proprie e dei vicini, e in condominio conviene affrontare il tema prima dell’installazione.
Quanta manutenzione richiede?
Pulizia periodica di batterie e filtri e controllo annuale del circuito frigorifero. È meno impegnativa di una caldaia, ma non è assente.
Cosa succede se manca la corrente?
L’impianto non funziona, perché la pompa di calore è alimentata elettricamente. Lo stesso vale per una caldaia a gas con accensione elettronica, ma chi dispone di un camino o di una stufa come riserva parte da una condizione diversa.
